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Il sangue umano è un prodotto naturale
non riproducibile artificialmente, indispensabile alla vita. È un tessuto
costituito da una parte liquida, il plasma e da una parte corpuscolata,
rappresentata da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Nonostante
i progressi tecnologici e scientifici, il sangue rappresenta ancora
oggi una risorsa insostituibile nella terapia di molte malattie sia
di pertinenza chirurgica sia di pertinenza medica. Ad esempio, costituisce
un supporto indispensabile nei pazienti oncologici in chemioterapia
o in quelli che hanno subito un trapianto di midollo osseo, in tutte
le operazioni di trapianto d’organo, negli interventi di chirurgia ad
alta specializzazione (cardiochirurgia, neurochirurgia ecc.)
Il candidato donatore affetto o precedentemente affetto da una delle
sottoelencate patologie deve essere giudicato permanentemente non idoneo
alla donazione di sangue o di emocomponenti per la tutela della propria
salute:
a) I soggetti che hanno
vissuto in aree malariche per i primi cinque anni della loro vita hanno
acquisito, presumibilmente, uno stato di immunità che può renderli portatori
asintomatici del parassita. Essi possono essere accettati come donatori
se sono passati sei mesi dalla loro ultima visita nell’area di endemia
malarica, purché siano negativi i test immunologici riconosciuti in
grado di evidenziare anticorpi anti-malarici. Se i risultati dei test
sono positivi, il soggetto è permanentemente escluso dalla donazione
di cellule ematiche. Se non sono disponibili i test di cui sopra, il
soggetto può essere accettato come donatore di sangue, se è trascorso
un periodo, privo di sintomi, di almeno tre anni dall'ultima visita
nell'area di endemia;
b) Tutti i soggetti che hanno
visitato una zona a endemia malarica possono essere accettati quali
donatori, dopo un periodo di sei mesi dal ritorno, se non hanno soffertodi episodi febbrili durante la visita o dopo il ritorno. Chi
ha, invece, sofferto di episodi febbrili può essere accettato in presenza
di negatività dei test immunologici sei mesi dopo essere divenuti asintomatici
e dopo la cessazione della terapia. Se i test immunologici non sono
disponibili, il soggetto può essere accettato quale donatore soltanto
dopo un periodo minimo di tre anni dal ritorno dalla zona endemica;
c) Soggetti
che abbiano sofferto di malaria, diagnosticamente accertata, devono
essere sospesi dalla donazione sino alla scomparsa dei sintomi e sino al termine del trattamento terapeutico. Per i primi tre anni, essi
possono donare esclusivamente plasma; in seguito, possono donare sangue
intero, purché i test immunologici riconosciuti siano negativi;
d) Il periodo di quarantena
e l’uso di test immunologici possono essere omessi, per quei donatori di sangue, la cui parte cellulare viene scartata e il
plasma utilizzato esclusivamente per la plasmaderivazione, così da renderlo
sicuro dalla possibile trasmissione di malaria. In considerazione che
il plasma liquido, quello fresco congelato e i crioprecipitati congelati
non possono essere ritenuti totalmente privi di elementi cellulari e
perciò, di parassiti malarici vitali.
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